domenica 11 agosto 2013

Distruggere la Grecia per salvarla


Distruggere la Grecia per salvarla
globalresearch.ca/
Stephen Lendman

Traduzione per www.comedonchsciotte.org 
a cura di ROBERTA PAPALEO

La Troika sta saccheggiando la Grecia. La stanno distruggendo. Stanno intraprendendo una guerra finanziaria. Si sono associati a funzionari greci 
corrotti.

Stanno scavando la Grecia per guadagnare. È l’epicentro del saccheggio globale. La gente normale non ha voce in capitolo. Sono vittime di una crudeltà coatta.
Più prestiti chiedono gli ateniesi, più cresce il fardello del debito, più difficile è uscirne. La Grecia sta morendo. È praticamente un cadavere ormai. Rimane solo da decidere l’obitorio.



Il tasso ufficiale di disoccupazione raggiunge il 27%. La disoccupazione giovanile si aggira sul 65%.
Un’intera generazione è perduta. Viene sistematicamente distrutta. Sta morendo per pagare i banchieri. Tutto ciò che voglio, se lo prendono.

La nuova colazione Nuova Democrazia/PASOK prevede altre migliaia di licenziamenti entro la fine dell’anno. Il 17 luglio, ha messo in atto il suo settimo pacchetto di austerità dal 2010.

Esso richiede il licenziamento di 15.000 lavoratori statali. Circa 25.000 se ne andranno entro dicembre. Entro la fine del 2014, saranno 150.000.

I membri della Troika richiedono ciò che gli è dovuto. Insistono in cambio di prestiti di emergenza. Rispecchiano molto i decreti economici degli usurai.

 L’economista greco Yanis Varoufakis definisce distruttiva la “bancarottocrazia nel settore greco del bailoutistan”. Il suo “progredire a balzelloni”.



























Lo sta facendo con “le garanzie dei prestiti dei contribuenti europei che forniscono il capitale e con il rogo delle speranze per il futuro dei greci che fornisce energia”.

La Grecia è un buco nero di ingiustizia. Sta bruciando. È un modello di auto-distruzione. Il suo tasso di natalità è in declino. I parti di feti morti sono cresciuto del 20% dal 2008.

La Grecia spende molto meno in educazione rispetto alla media degli altri Paesi dell’OCSE (l’8,3% contro il 13,1%). Non importa. A metà luglio, il parlamento ha approvato il licenziamento di altre migliaia di insegnanti. Hanno promesso la ripresa in futuro. Le cose vanno di male in peggio.

Circa il 40% delle famiglie non ha assistenza medica. A fine marzo, Uno studio di uno studio di The Lancet ha dichiarato che la crisi finanziare europea è la maggior minaccia alla salute.

La Grecia è la più colpita di tutte. Come Spagna, Portogallo e Italia. I suicidi e le epidemie di malattie infettiva “stanno diventando più comuni in questi Paesi e i tagli al bilancio hanno ristretto l’accesso all’assistenza medica”.

La sanità pubblica è in crisi. I politicanti stanno per lo più zitti. Sono sprezzanti. Sono indifferenti ai bisogni umani. John Pilger chiama ostinatamente la distruzione della giustizia sociale come “l’Era della Regressione”. La crudeltà della polizia di Stato la fa rispettare.

È violenta. È la nuova normalità. Riflette la follia in cui sono finite le nazioni. Le società alla Potemkin rimpiazzano quelle reali. La crudeltà del buco nero le riflette. La Grecia è il prologo di quel che verrà.

Si sta diffondendo in tuta Europa. Sta martellando gli americani. Influenza i canadesi. Sta arrivando nella comunità vicina. Immaginate di non potervi permettere i servizi di base. Immaginate di non poter avere assistenza medica quando state male.

Il 20 aprile,il Comitato per la Politica sulle Proprietà Intellettuali del Dialogo Transatlantico dei Consumatori (TACD) si è occupato della crisi dell’assistenza sanitaria in Grecia. Lo ha fatto con una lettera aperta ai funzionari della coalizione, dicendo:
“Questa lettera è un tentativo di studiosi e medici greci appartenenti a diverse aeree di specializzazione accademica per esprimere le nostre preoccupazioni circa l’attuale stato, disastroso, dei servizi di assistenza medica in Grecia”.
“Il nostro Paese è caduto in uno stato tetro ed è costantemente sfidato da pressioni interne ed esterne, mentre il clima economico e sociale si deteriora ogni giorno di più”.
“Il governo greco, in totale obbedienza delle irragionevoli richieste della Troika, si concentra sugli obblighi dei cittadini nei confronti dello Stato e sembra dimenticare o ignorare i propri obblighi nei confronti dei suoi cittadini”.
“Il governo ha imposto un’austerità fiscale brutale e auto-difensiva; in maniera da confisca, cerca di raccogliere dei profitti straordinari da una popolazione già impoverita ed afflitta, mentre trascura il suo ruolo principale, come specificato dalla Costituzione: la protezione dei diritti e del benessere del corpo dei cittadini”.

Il buco nero della Grecia avanza. I partner della coalizione hanno ridotto il PIL del 25%. È una scioccante accusa ad un malgoverno corrotto.

La sanità pubblica è nel caos. Sta “collassando su tutti i fronti”. La salute di un’intera popolazione è “seriamente indebolita”.

La mortalità e la morbosità stanno aumentando. La subordinazione alla Troika richiede tagli ai servizi vitali. Il numeri del personale medico sono in calo.

Gli strumenti essenziali si deteriorano. Tutto scarseggia. “I pazienti ora devono pagarsi il cibo, le analisi mediche e le operazioni chirurgiche”. “Questo si aggiunge a tutto quello che hanno già dovuto pagare con i loro fondi assicurativi”.

“Coloro affetti da malattie croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, sono costretti a pagare un deducibile 25% sul prezzo del loro farmaco, mentre prima della crisi il deducibile era del 5%”. “I pazienti con cancro e insufficienza renale non soffrono solo per l’aumento dei costi dei trattamenti specializzati, ma anche per la decadenza generale delle strutture, della perdita di personale chiave e delle drammatiche carenze di medicinali”.

“Non potendo più ricevere trattamenti a domicilio, devono spostarsi lontano ed aspettare in file interminabili nei corridoi degli uffici burocratici delle assicurazioni sanitarie e delle cliniche ospedaliere”.

I servizi per le cure mentali sono diminuiti grandemente. “Gli ospedali psichiatrici in Grecia non possono più operare al livello richiesto per fornire un trattamento base a pazienti affetti da gravi malattie mentali”. “Le tariffe standard (in chirurgia)” costringono i pazienti a pagare circa il 20% in anticipo per materiali e servizi.

Ciò “rende sia il pronto soccorso che la chirurgia praticamente inaccessibili per ampia parte della popolazione”.

Milioni di disoccupati e sottoimpiegati greci non hanno le risorse adeguate per trattamenti costosi. Molti non di possono permettere l’affitto, le utenze, il cibo necessario ed altre spese vitali che anni fa erano facilmente sostenibili.

I poveri, i disoccupati ed i pensionati greci “non anno altra scelta che rinunciare ai farmaci di base e ai controlli medici”.

Lo fanno per permettersi un minimo di sostentamento. Migliaia di medici ed altri professionisti sono emigrati. Prima della crisi, il Sistema Nazionale Sanitario greco forniva servizi eccezionali.

Ora gli mancano le risorse di base. Ha troppo poco personale qualificato. È “assediato su ogni livello”. È “saccheggiato col vostro benestare”.

Sta morendo lentamente. Come la Grecia. È indebitata con i banchieri stranieri. Non è “un governo di greci per i greci”.

“Le disastrose politiche che arrivano a minare anche la salute della popolazione greca devono finire”.

La Grecia rappresenta il peggio della crudeltà neoliberale. I servizi sociali generali si stanno disintegrando. Sono nel caos. Stanno svanendo in bella vista.

Nel 2013, la legge marziale è stata imposta tre volte. I gangster della coalizione muovono guerra alla loro stessa gente.

Le manifestazioni nel centro di Atene sono proibite. La crudeltà della polizia di Stato puntano ai miscredenti. La gente coraggiosa ha iniziato un cambiamento, dichiara Pilger.

Non c’è altro modo. Sono responsabili “di riprendersi le loro vite contro ogni probabilità”. La disobbedienza civile è una tradizione nobile. Pilger dice di leggere Percey Shelley: “Voi siete tanti; loro sono pochi”.

Victor Hugo diceva che non c’è niente di più forte di “un’idea il cui tempo sia giunto”. Afferratelo. “Fatelo”, dice Pilger. L’alternativa è il peggioramento della crudeltà distopica. 

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