lunedì 2 agosto 2010

Le future malattie transgeniche



A cura del dottor Giuseppe Nacci - tratto dal libro: “Mille Piante per guarire dal Cancro senza Chemio” dicembre 2010

www.disinformazione.it/

Le Multinazionali OGM cercano, in sostanza, di produrre molecole farmaceutiche come l’Insulina e altri ormoni umani, oppure vaccini o sieri (questi ultimi a base di Anticorpi Monoclonali [Monoclonal AntiBodies, MoAbs]), o molecole proteiche di altra struttura biochimica (Lattoferrina, Ormone di Crescita, Antigeni neoplastici, etc…) tramite piante OGM, definite come “bio-reattori” o “bio-fabbriche”.
Mentre era, ed è, eticamente corretto produrre molecole farmaceutiche tramite ceppi di Escherichia Coli o di altri micro-organismi tenuti in laboratori protetti, un chiaro rifiuto etico e morale deve immediatamente sorgere all’idea di impiegare Pomodoro, Mais, Soia, e altre piante, in campo aperto o in serra (sia pure in laboratorio protetto) per produrre molecole bio-farmaceutiche, cioè proteine che vengono successivamente estratte dalla pianta ad uso di Insulina e altri ormoni umani, vaccini o sieri (questi ultimi a base di Anticorpi Monoclonali [Monoclonal AntiBodies, MoAbs]), o molecole proteiche di altra struttura biochimica (Lattoferrina, Ormone della Crescita, Antigeni neoplastici, etc…: a questo punto, il rischio di contaminazione ambientale avrebbe conseguenze tremende a livello sull’intera specie di quel tipo di pianta utilizzata per produrre la particolare molecola proteica, poiché la specifica pianta OGM (“bio-reattore” o “bio-fabbrica”, entrando nella catena alimentare animale o umana, provocherebbe l’assorbimento di questa particolare molecola proteica bio-farmacalogica da parte dei sistemi digestivi animali e umani, con effetti assolutamente sconosciuti, ma sicuramente dannosi.

Ad esempio, si è prodotto un vaccino a base di MoAbs contro l’Epatite B, ottenuto dal professor Charles Arnitzen, a Phoenix, Arizona. In seguito, si è prodotto anche un vaccino a base di MoAbs contro la Dissenteria, ottenuto dai professori Richter e Arnitzen, a Phoenix, Arizona da piante OGM bio-reattori (Patate).
Si stanno anche mettendo a punto vaccini da piante OGM contro la Tubercolosi e contro il Melanoma Maligno umano, quest’ultimo sfruttando le piante di Tabacco, ma si pensa anche da Graminacee (Grano, Riso, Mais).
Può essere utile riportare qui di seguito vecchi lavori bibliografici (1997-2001) sulla preparazione di piante OGM per produzione di bio-farmaci, fra cui soprattutto vaccini (vedi BIBLIOGRAFIA IN FONDO al presente documento)
Molte sono quindi le molecole bio-farmacologiche che le Multinazionali OGM e chemio-farmaceutiche intendono proporre sul mercato farmaceutico mondiale.
E’ pertanto necessaria una lunga disamina su queste bio-molecole, allo scopo di valutare:
Effettivi vantaggi in Medicina dal loro uso, a prescindere dal metodo di produzione di tali bio-farmaci.
Pericoli derivanti da ingestione involontaria di piante OGM (bio-reattori) produttrici di tali bio-farmaci.
Principali campi di applicazione dei bio-farmaci di cui si ipotizza la possibile produzione su larga scala tramite piante OGM (bio-reattori).

Oncologia

1) Bio-farmaci anti-cancro: Anticorpi Monoclonali (si autoveicolano sulle cellule tumorali).
La validità del loro impiego in terapie mediche attuali sono scarse: vedi “ Gli Anticorpi Monoclonali nella terapia anti-cancrohttp://www.mednat.org/cancro/Allegato%2042.pdf ]).
Da circa dieci anni si sta assistendo alla commistione di Immuno-Terapia associata con Chemioterapia: nella fattispecie, impiegando Anticorpi Monoclonali prodotti per ingegneria genetica dalle Multinazionali Chemio-farmaceutiche in associazione con chemioterapici, con risultati superiori alla semplice Chemioterapia (Sobrero A.: Journal of Clinical Oncology, 2006, ASCO Annual Meeting Supplement, pp: 3544 ; Axel Grothey: Journal of Clinical Oncology, vol. 26, No.33, 2008, pp.: 5326-5334; Fairooz Kabbinavar, Journal of Clinical Oncology, vol. 23, No. 16, 2005, pp: 3697-3705). Ma va ribadito che Anticorpi Monoclonali usati da soli in tumori diffusi, senza Chemioterapia, ottengono in genere risultati superiori. Ad esempio, nel 1999 venne addirittura dimostrato che Anticorpi Monoclonali (anti HM1.24), usati senza Chemioterapia, in animali affetti da Mieloma Multiplo, determinavano l’attivazione di una efficace risposta immunitaria globale contro il Mieloma Multiplo stesso (Maasaki, Blood, vol.93, No.11, June 1, 1999, pp. 3922-3930), e capaci di indurre, in animale, risposta immunitaria cito-tossica mediata da linfociti, con regressione completa di malattia, anche se presa in stato avanzato. Gli Anticorpi Monoclonali (MoAbs) hanno però il limite, non superabile in alcun modo, della loro scarsa capacità di penetrazione nella massa tumorale a causa dell’elevata Pressione di Fluido Interstiziale del tumore (vedi: Gli Anticorpi Monoclonali nella terapia anti-cancro;
(
http://www.mednat.org/cancro/Allegato%2042.pdf).

La Risposta Immunitaria, indotta contro il tumore, avviata attraverso l'utilizzo dei Globuli Bianchi (Natural Killer) si è dimostrata di più riconosciuta sicurezza, con l’estrazione dei Linfociti dal tumore, loro coltivazione in ambiente sterile, e quindi loro successiva reinoculazione endovenosa nel paziente. A scopo di esempio si riportano gli ottimi risultati (Remissione Totale o Parziale) ottenuti nel 24% dall’italiano Prof. Giancarlo Pizza di Bologna su circa centoventi (120) pazienti fra il 1986 e il 2001 (Pizza Giancarlo: Immunotherapy of metastatic kidney cancer, Int. J. Cancer, 94, pp.109-120, 2001;
http://www.mednat.org/cancro/Allegato%2043.pdf]).

Ma una Risposta Immunitaria contro il cancro è facilmente ottenibile mediante semplice alimentazione povera di proteine e ricca di vitamine e di enzimi proteolitici (vedi cap. 4 e cap. 17 [terapia Metabolica]) attivando in tal modo i Natural Killer prodotti dai linfonodi posti in prossimità del tumore (se non vengono tolti prima dal chirurgo !!!). Sull’azione dei Natural killer vedi “Le Scienze, ottobre 1994, N. 314, pp. 42-50,; e J.Ding: “Come agiscono le cellule killer”. Le Scienze, 1994, pp.: 28-34
(
http://www.mednat.org/cancro/Le%20Scienze%201994_%20Natural%20Killer.pdf )

Rischi derivanti dalla produzione di Anticorpi Monoclonali tramite piante OGM:
Vi è pericolo di malattie auto-immuni a partenza gastro-intestinale, totalmente sconosciute poiché ancora non esistenti. Si può stimare che gli Anticorpi Monoclonali anti-cancro potrebbero ridurre la naturale capacità di reazione anticorpale dell’organismo contro il cancro e altre malattie neoplastiche (leucemie, linfomi, sarcomi, etc…), a causa di diverse reazioni biochimiche quali ad esempio l’attivazione di linfociti T soppressori, oppure di reazioni crociate auto-immuni contro antigeni di tessuti sani di altri organi o apparati….

2) Bio-farmaci anti-cancro: antigeni neoplastici (a scopo immuno-attivante delle difese immunitarie)
Validità del loro impiego in terapie mediche attuali: buono, però estremamente costoso e del tutto immotivato, essendo facilmente ottenibile una Risposta Immunitaria contro il cancro mediante semplice alimentazione povera di proteine e ricca di vitamine e di enzimi proteolitici (vedi cap. 4 e cap. 17 [terapia Metabolica]), e visualizzabile facilmente con Eco-tomografie, TAC, Risonanza Magnetica o PET, che possono documentare l’incremento o meno di dimensione dei linfonodi prossimali al tumore maligno, con assenza di captazione del Fluoro 18-Desossiglucosio, convalidando così quanto già dimostrato dagli scienziati americani fin dal 1994 sull’attivazione dei Natural Killer di questi linfonodi prossimali alle masse tumorali
(
http://www.mednat.org/cancro/Le%20Scienze%201994_%20Natural%20Killer.pdf )

Malattie autoimmuni, Asma, Allergie, Intolleranze alimentari

Le Malattie auto-immuni più note e conosciute, verso le quali la Medicina Ufficiale non può far nulla, a parte la somministrazione di cortisonici e altri farmaci “sintomatici”, cioè che curano il sintomo della malattia, ma non la sua causa, sono moltissime. Qui di seguito si fa un breve elenco delle più comuni:

Occhio : uveite focoanafilattica, oftalmia simpatica
Ghiandole salivari : Morbo di Sjogren
Tiroide: Iper-tiroidismo (Malattia di Flajani-Graves von Basedow); Ipo-tiroidismo (Tiroide cronica di Hashimoto)
Paratiroidi : Ipo-paratiroidismo
Polmoni : Fibrosi polmonari di varie patologie sistemiche auto-immuni o per alveoliti allergiche di varia origine (forse anche malattia primitiva del polmone, quale propria FIBROSI POLMONARE PRIMITIVA: Malattia di Hamman-Rich);
Cuore: Fibrosi endomiocardica
Stomaco: Gastrite cronica atrofica con anemia perniciosa.
Pancreas : Diabete Mellito Insulino-Dipendente o di Primo Tipo (o Diabete Giovanile).
Fegato: alcune forme di cirrosi biliare.
Intestino: Morbo celiaco (Sprue-celiaco, o Celiachia), Malattia di Wipple, Enteropatie proteino-disperdenti, Malattia di Crohn, Colite granulomatosa (Malattia di Crohn del Colon), Retto-Colite Ulcero-Emorragica.
Surrenali: Atrofia surrenale primitiva.
Reni e polmone: Sindrome di Goodpasture, Glomerulonefrite cronica membrano-proliferativa.
Testicoli : sterilità maschile.
Articolazioni : Malattia reumatica, Poliartrite Reumatoide, Spondilo-artrite Anchilopoietica.
Collagenopatie: Lupus Eritematoso Sistemico (LES); Poli-Artrite Nodosa, Dermato-Poli-Miosite, Sclerodermia, Connettivite Mista, Sarcoidosi (sospetta: forse eziopatogenesi da Herpes virus).
Cute: Pemfigo e pemfigoidi.
Sangue: Anemia emolitica autoimmune, Porpora trombocitopenica idiomatica.

Queste patologie sono sostanzialmente una conseguenza di uno squilibrio immunitario, spesso derivante da una alimentazione iper-proteica che diventa causa di “DIS-BIOSI intestinale”, cioè di sovvertimento della normale flora batterica intestinale (flora batterica saprofita), responsabile dei fondamentali processi di assimilazione delle sostanze nutritive (vitamine naturali) contenute nei cibi vegetali (frutta, verdura, cereali, legumi, ortaggi). La perdita di questi “germi buoni” è dovuta all’alimentazione iper-proteica, ricca di aminoacidi essenziali (tutti e 9), della vitamina B12, e del glucosio (zucchero semplice) liberamente disponibili nel tubo intestinale.

Il Glucosio e la presenza di tutti e 9 gli aminoacidi essenziali sono la fonte necessaria per lo sviluppo della flora batterica “cattiva”, cioè quella della putrefazione.
L’intestino umano ha un volume di circa 6 litri e una superficie enorme di circa 400-600 metri quadrati. Dalla gola fino all’ano sono pertanto disseminate ben 150 stazioni linfonodali, importantissimi presidi di Linfociti (globuli bianchi) che mantengono le difese immunitarie a ridosso di questa che può essere senz’altro considerata l’area più pericolosa e più critica del corpo: il lume intestinale, ricchissimo di germi “buoni” e “cattivi”.

I due polmoni hanno infatti una superficie totale molto più limitata: appena 80 metri quadrati; la pelle, in un soggetto adulto, non supera i 2 metri quadrati di superficie….
Su quest’immensa superficie intestinale si gioca quindi la differenza fra uno stato di salute e uno stato di malattia. La massa fecale, in un soggetto vegetariano, è costituita al 20-40% da germi “buoni” (entero-batteri, o germi simbiotici o saprofiti). Questi germi sono comunque presenti in tutti i soggetti nella parte alta dell’intestino (parte iniziale e media dell’intestino tenue: duodeno e digiuno). Essi appartengono ad oltre 400 specie, tra i più importanti si evidenziano: Bifidobacterium bifidum, Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus lactis, Lactobacillus rhamnosus; altri: Edwardsiella, Citrobacter, Providencia, Arizona, Escherichia coli, Enterobacter, Serratia, Klebsiella, Pseudomonas, Shigella, Vibrio, Proteus, etc…
Anche alcune sottospecie di questi germi sono comunque patogene (Vibrio colerae, Shigella dissenteriae, Pseudomonas aeruginosa).

In ogni caso, sono tutti germi aerobi, cioè hanno tutti bisogno di Ossigeno per vivere. Essi sono gli artefici di quella SIM-BIOSI tra corpo umano e germi stessi che consente un buon equilibrio nutrizionale di assimilazione delle vitamine da parte dell’uomo in cambio di un habitat ideale alla proliferazione dei questi medesimi.
Questi batteri non sono danneggiati dall’alimentazione vegetariana, pur essendo la frutta, la verdura, gli ortaggi, le spezie ricchissimi di sostanze germicide, fungicide e parassicide (es.: Allicina, contenuta in Allium species). Viceversa, questi germi aiutano enormemente il fisico a digerire e quindi ad assimilare le migliaia di vitamine naturali contenute nei cibi vegetariani.
La massa fecale, nella parte iniziale dell’intestino, conterrà circa 1 milione di questi germi per 1 grammo di massa di escrementi. Via via che la massa fecale scende nel tubo intestinale aumenta la sua percentuale di germi simbiotici o saprofiti (germi “buoni”), raggiungendo anche il valore di 10 milioni di germi per 1 grammo di feci.

Nella parte bassa dell’intestino (Colon) cominciano però a formarsi colonie di germi completamente diversi da quelli “buoni”: sono i germi della putrefazione, capaci di sopravvivere anche in assenza di ossigeno: Bacteroides, Pepto-streptococchi, etc…
La quantità di questi germi presenti nelle masse fecali aumenta a dismisura, raggiungendo valori compresi fra 1 miliardo e 100 miliardi di germi “cattivi” per grammo di massa fecale.
Questi germi “cattivi” dovrebbero esistere solo nella parte finale dell’intestino, ma purtroppo non è così: un’alimentazione sbagliata tende infatti a far sì che questi germi “risalgano” l’intestino, raggiungendo zone dove non dovrebbero proliferare, come ad esempio l’Helicobacter pylorii che nello stomaco è poi causa di gastrite e di ulcera gastrica, rigonfiamento gassoso dello stomaco (con possibile effetto di “spina irritativa” al cuore).

La proliferazione abnorme di questi germi “cattivi” avviene quando trovano nutrimento in un’alimentazione iper-proteica e ricca di glucosio.
Ma anche il latte, il formaggio e altri suoi derivati hanno la loro grave responsabilità: la Caseina, contenuta nel latte e nei suoi derivati, aiuta enormemente a ridurre le quantità di ossigeno presenti nel tubo intestinale, grazie alla sua capacità di “incollare” le pareti intestinali fra loro (riducendo enormemente, inoltre, il volume intestinale disponibile per l’assimilazione delle vitamine naturali stesse).
L’importanza di questi germi “cattivi”, come causa di patologie successive, è data dal fatto che essi rubano spazio e terreno ai germi “buoni”, cioè ai simbiotici o saprofiti.
L’organismo umano perde così, a questo punto, la possibilità di assimilare le preziose vitamine naturali.
La presenza dei germi della putrefazione apre poi la strada ai funghi (candide), le quali a loro volta apriranno la strada ai parassiti (vermi) intestinali.

La presenza dei parassiti (vermi) intestinali è un fenomeno molto diffuso nella popolazione italiana attuale, benché notevolmente sottostimata. Un valore ematico facilmente ottenibile è quello della percentuale di EOSINOFILI presenti nell’”Ematocrito con formula”.
Intolleranze alimentari, allergie (asma compreso) e gran parte delle malattie auto-immuni (o forse tutte) hanno, o avrebbero, quindi come unica causa (ezio-patogenesi) la presenza di parassiti (vermi) nell’intestino.
Nell’ASMA, nelle malattie allergiche, nelle intolleranze alimentari sono presenti percentuali di EOSINOFILI superiori al 2% (valore limite che non si dovrebbe superare);
Nelle allergie sono presenti le IgE; quest’ultime sono viceversa assenti nelle intolleranze alimentari.

NOTA: In merito all’allergia e alle intolleranze alimentari si ritiene, in contrasto con la linea di molti allergologi, che sia le intolleranze alimentari che le allergie (compreso l’Asma) siano riconducibili ad un unico quadro ezio-patogenetico: squilibrio immunitario da disbiosi intestinale.
In questi pazienti è però necessario mantenere una alimentazione proteica almeno settimanale (cioè una sola volta alla settimana) fatta di pesce, carne e uova (biologiche), ciò allo scopo di evitare pericolosi shock anafilattici in caso di errate o mancate regole alimentari nella fase di “svezzamento” alimentare vegetariano impostato, soprattutto se attuate in assenza della vitamina F, che dev’essere invece regolarmente assunta a scanso di possibili fenomeni allergenici.
Viceversa sarebbero comunque da eliminare per molto tempo il Latte e i suoi derivati.
In merito allo zucchero bianco o di canna, e al lievito (Pane, Pizza, Birra), essi dovrebbero comunque essere vietati per molto tempo.

Di recente, le Multinazionali chemio-farmaceutiche e OGM hanno però iniziato ad ipotizzare l’utilizzo di Anticorpi Monoclonali per la cura di queste patologie, sia nel caso delle Malattie autoimmuni che nel caso delle Allergie, dell’Asma e delle Intolleranze Alimentari.
Personalmente si ritiene del tutto improponibile il loro impiego sia sul piano dei costi, sia sul piano di possibili effetti gravi non prevedibili sulla salute degli stessi pazienti.
In merito poi al possibile utilizzo di piante OGM per la produzione di Anticorpi Monoclonali per la cura di dette patologie, il rischio ambientale che si avrebbe sulla catena alimentare animale e umana è assolutamente inaccettabile, causa i gravissimi rischi di morte per shock anafilattici e di altro genere.

Malattie infettive

Molte piante si sono dimostrate efficaci nella cura di malattie infettive, che spesso la disinformazione mediatica chemio-farmaceutica tende a ignorare.
Ad esempio, diverse piante si sono dimostrate attive contro la Sindrome da Immuno Deficenza Acquisita (AIDS), sia attivando la risposta immunitaria contro il sospetto retrovirus HIV (o altro agente patogeno), sia intervenendo a livello stesso del DNA della cellula umana (linfocita T) infettata (Kaleab Asres: Naturally derived anti-HIV agents, Phytotherapy Research, 19, pp: 557-581, 2005)
VEDI su:
http://www.erbeofficinali.org/dati/nacci/studi/piante%20anti-AIDS.pdf

Vaccinazioni contro l’Epatite B, la Tubercolosi e altre malattie infettive sono quindi accettate, ma non attraverso l’utilizzo di piante OGM (bio-reattori), dato il grave pericolo di reazioni auto-immuni o di altro genere quali ad esempio le reazioni d’ipersensibilità gastro-intestinale.
Esse si verificano in soggetti in cui la reattività all’antigene (modificato o meno dalla flora batterica intestinale) sia stata alterata. La nuova esposizione all’antigene (o ad uno molto simile) provoca diverse reazioni anormali. Le reazioni d’ipersensibilità sono di 2 tipi:

- mediate da anticorpi (reazioni immunitarie di tipo immediato)

- mediate da cellule (reazioni immunitarie di tipo ritardato)

Queste reazioni di ipersensibilità sono state classificate da Gell e Coombs in 4 tipi principali:

Ipersensibilità di tipo anafilattico: anticorpi IgE si legano ai Mastociti e ai Basofili mediante il frammento Fc. Quando gli Antigeni reagiscono con questo Fc, si liberano amine vasoattive e altri mediatori, che scatenano la reazione.

Ipersensibilità di tipo citotossico: gli Antigeni posti sulla superficie cellulare si combinano con gli Anticorpi. Ciò può provocare l’opsonizzazione e la fagocitosi senza Complemento, facilitare l’attacco da parte delle cellule, o determinare l’attacco del Complemento che promuove l’aderenza immunologia ai fagociti; l’effetto litico può dar luogo anche al danneggiamento della membrana cellulare da parte del Complemento.

Ipersensibilità mediata da immuno-complessi: gli Antigeni si combinano con gli Anticorpi per formare complessi che, a loro volta, attivano il Complemento e il Fattore di Hageman (il Fattore XII nella coagulazione del sangue) e aggregano le Piastrine, trombosi di piccoli vasi, liberazione di amine vasoattive.

Ipersensibilità mediata da cellule: i Linfociti T che possiedono recettori specifici per gli Antigeni vengono attivati dal contatto con questi Antigeni, proliferano, si trasformano e liberano vari mediatori (Linfochine) che, a loro volta, agiscono sui Macrofagi, sui Linfociti e su altre cellule per provocare le reazioni dell’ipersensibilità di tipo ritardato.

Alla luce di quanto già accaduto con le vaccinazioni contro l’influenza messicana H1N1 (www.mednat.org/vaccini/influenza_suina.htm ), può essere quindi utile riportare qui di seguito alcuni dati di approfondimento:

Anafilassi

(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana, tradotta da”Review of Medical Microbiology”, Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los Altos, California)
Può essere sistemica, cioè generalizzata, oppure locale, interessando soltanto la cute, o le vie respiratorie o l’apparato gastro-intestinale, o altri organi o apparati.
L’Anafilassi GENERALIZZATA comincia nell’uomo 5-30 minuti dopo la somministrazione dell’antigene scatenante, con rossore, orticaria, tosse parossistica, dispnea, vomito, cianosi, collasso cardio-circolatorio, e shock. Le cause principali di morte sono l’edema laringeo, l’edema massivo delle vie respiratorie, e l’aritmia cardiaca. Le cause più importanti di anafilassi generalizzata nell’uomo sono i farmaci (per esempio penicillina), i prodotti biologici (per esempio i sieri animali), le punture d’insetto (per esempio il veleno di ape o di vespa) e gli alimenti (per esempio i crostacei).

L’Anafilassi LOCALE insorge invece entro pochi minuti dal contatto (inalazione o ingestione), ed è una reazione tra l’Antigene responsabile e l’organo sensibile che va in shock: si manifesta comunemente come febbre da fieno, asma, orticaria e vomito. Circa il 10% della popolazione è incline a sensibilizzarsi spontaneamente a vari Antigeni (allergeni) ambientali, per esempio pollini di ambrosia, graminacee o alberi, alimenti e derivati epiteliali degli animali.
Questi soggetti sviluppano reazioni allergiche (atopia) quando vengono esposti all’Antigene.
Esiste una marcata predisposizione familiare a questo tipo di affezioni, ma ciascun individuo deve essere sensibilizzato dallo specifico allergene prima di manifestare le reazioni atopiche.

Reazioni anafilattoidi
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana, tradotta da”Review of Medical Microbiology”, Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los Altos, California)
Queste reazioni sono simili all’Anafilassi, ma vengono scatenate dall’inoculazione di sospensioni di particelle o di colloidi (Caolino, solfato di Bario, Inulina, etc.) che attivano il Fattore di Hageman, la Plasmina, la Callicreina, e la sequenza del Complemento. Esse non hanno attinenza con le reazioni Antigene-Anticorpo (Ag-Ac) o con l’allergia.

Reazione di Arthus
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana, tradotta da”Review of Medical Microbiology”, Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los Altos, California)

Questa reazione di ipersensibilità mediata da Anticorpi richiede una grande quantità di complessi Antigene–Anticorpo (Ag-Ac) che fissano il Complemento, attraggono i Leucociti polimorfonucleati e vengono fagocitati da essi. Le cellule liberano enzimi lisosomici che causano lesioni tissutali, tipicamente con vascuolite delle pareti dei vasi sanguigni. Qualsiasi classe di Immunoglobuline (Anticorpi) fissanti il Complemento può provocare la reazione di Arthus, e a livelli più elevati di Anticorpi corrispondono lesioni più intense; si richiedono livelli anticorpali almeno mille volte superiori rispetto a quelli necessari per l’anafilassi descritta sopra, e complessi Ag-Ac possono quindi provocare la reazione di Arthus.
Mentre nell’Anafilassi le modificazioni nella struttura dei tessuti sono limitate a vasodilatazione, edema e pochi Leucociti polimorfonucleati, la reazione di Arthus è caratterizzata da una infiammazione più intensa. Essa inizia con trombosi di piccoli vasi circondati da edema e da intensa infiltrazione di Leucociti polimorfonucleati; quindi si sviluppano aree di necrosi nelle pareti dei vasi sanguigni. I Neutrofili degenerano e i loro frammenti vengono fagocitati da cellule mononucleate e da Eosinofili.

Malattia da siero
(Parzialmente tratto dal capitolo 13 di Jawetz E.: Microbiologia medica , V Edizione italiana, tradotta da”Review of Medical Microbiology”, Jawetz E., 1980 LANGE Medical Publications, Los Altos, California)

Insorge dopo 4-18 giorni dalla penetrazione dell’antigene proteico (es.: molecole proteiche come MoAbs o altro presenti nella pianta OGM) nel flusso ematico (es.: sistema gastro-intestinale), con febbre, orticaria diffusa, tumefazioni articolari e ingrossamento dei linfonodi e della milza. Alcuni tessuti possono anche presentare reazione di Arthus, ma anche vasodilatazione, edema e contrazione dei muscoli lisci (come nell’Anafilassi). Il meccanismo è il seguente: dopo la somministrazione di una grande quantità di Antigene (es: penetrazione dell’Antigene proteico come ad esempio Anticorpi Monoclonali esogeni di derivazione da pianta OGM nel flusso ematico del sistema gastro-intestinale), la loro concentrazione nel sangue declina gradualmente e, nello stesso tempo, comincia la produzione di Anticorpi da parte dell’organismo. La presenza simultanea di Antigene e di Anticorpi porta alla formazione di complessi Ag-Ac solubili che scatenano la risposta immune, combinando la vascuolite con la liberazione di mediatori chimici, e determinando ulteriori danni a cascata su tutti gli organi….

Ulteriori dati:
6/02/02

I diabetici chiedono che siano effettuati test di controllo più rigidi sull'effettiva sicurezza dell'insulina transgenica.
Fonte: The Globe and Mail, Canada
In Canada, la Society for Diabetic Rights e alcuni medici hanno chiesto che venga avviata una pubblica inchiesta sulla sicurezza dell'insulina OGM data la crescita costante del numero di casi in cui il prodotto si è dimostrato nocivo o addirittura letale. La Society ha inoltre chiesto che l'Health Canada faccia in modo che l'insulina derivata dagli animali venga resa più facilmente reperibile sul mercato. Avvalendosi della legge che permette il libero accesso alle informazioni, la Society ha scoperto che nel gennaio 2001 otto cittadini canadesi erano morti dopo aver fatto uso dell'insulina sintetica e che altri 465 avevano denunciato reazioni negative alla sostanza. Per contro, soltanto nove malati avevano reagito negativamente all'insulina derivata dai suini e nessuno a quella derivata dai bovini. Negli USA si sono registrati 92 decessi e ben 4000 casi di reazioni negative all'insulina sintetica.

26/04/02
Presto disponibile una varietà di riso OGM in grado di produrre le stesse proteine contenute nel latte materno
Fonte: Nature, UK, di Helen Pearson.
Una delle ultime trovate della biotecnologia pare riguardi la manipolazione genetica di piante e animali allo scopo di ottenere sostanze proteiche identiche a quelle contenute nel latte materno, risolvendo i problemi di tutte quelle madri che non possono allattare i propri figli. Un gruppo di scienziati dell'Università della California, guidati da Yuriko Adkins, ha modificato una varietà di riso inserendovi il gene responsabile della produzione della lattoferrina, un enzima del latte necessario ai neonati per metabolizzare il ferro e combattere le infezioni. Per essere commercializzato il riso così ottenuto dovrebbe essere approvato dall'FDA, le cui leggi, tuttavia, prevedono, a tutt'oggi, soltanto la regolamentazione di piante OGM in grado di produrre medicinali o pesticidi. Ne consegue che tutto il sistema di norme dell'FDA dovrebbe essere adeguatamente rivisto prima che la produzione a scopo commerciale del riso che produce lattoferrina o di altri organismi geneticamente modificati allo scopo di produrre sostante proteiche utili all'uomo ottengano l'autorizzazione.

10/07/02
Concesso il brevetto ad una varietà di granturco OGM contenente un gene umano.
Fonte: Pioneer Press, USA, di Paul Elias.
L'Ufficio Brevetti statunitense ha concesso al Scripps Research Institute un brevetto che consente al laboratorio di ricerca di controllare in maniera esclusiva alcune delle più interessanti proteine umane ottenute attraverso la coltivazione di vegetali OGM. A detenere i diritti commerciali delle specie brevettate è la Epicyte Pharmaceutical Inc. di San Diego. L'azienda, insieme alla consociata Dow Chemical Co., spera di poter ottenere gli anticorpi contro il virus dell'herpes attraverso la modificazione genetica del granturco e di produrre poi con essi un gel ad azione locale. La società spera di poter iniziare a sperimentare il gel sui pazienti a partire dal prossimo anno.

Negli USA già esistenti più di trecento coltivazioni sperimentali segrete di piante OGM per la produzione di sostanze medicinali.
Fonte: Genet. 11/07/02
Secondo una recente relazione pubblicata da Genetically Engineered Food Alert Coalition, un'associazione statunitense costituita da gruppi di consumatori e di ambientalisti, una nuova tipologia di contaminazione genetica sarebbe alle porte, quella cioè rappresentata dai vegetali geneticamente modificati allo scopo di ottenere sostanze farmacologiche. Le piante, che a quanto pare vengono già coltivate in ben 300 campi sperimentali segreti sparsi in tutti gli Stati Uniti, includono specie modificate per produrre sostanze che inducono l'aborto, ormoni della crescita, sostanze per la coagulazione sanguigna e la tripsina, un allergene. Larry Bohlen, direttore del progetto Health and Environment Programs presso la sezione americana dell'associazione ambientalista Friends of the Earth e membro della Coalizione, ha dichiarato a proposito "un solo errore da parte di una multinazionale e ci ritroveremo tutti a ingerire attraverso i cereali che consumiamo quotidianamente medicinali prescritti ad altri".

03/12/02
L'Ucraina pronta a produrre farmaci dalle piante per coprire il fabbisogno nazionale.
Fonte: Large Scale Biology Corporation, USA.
Lo scorso 5 Novembre il vice primo ministro ucraino Volodymyr Seminozhenko ha firmato un accordo ufficiale con due aziende farmaceutiche per avviare la produzione locale di medicinali attraverso la modificazione genetica delle piante. Le due aziende che metteranno a disposizione le proprie tecnologie collaborando con gli scienziati ucraini per la produzione di proteine e vaccini sono l'americana Large Scale Biology Corporation (Nasdaq: LSBC) e la tedesca Icon Genetics AG. È probabile che in futuro a queste due si aggiunga qualche azienda farmaceutica ucraina.

12/12/02
Criticate dagli scienziati le nuove tecniche di modificazione genetica.
Fonte: The Observer, di Antony Barnett e Robin McKie.
Un gruppo di ricercatori ha messo a punto una tecnica per accelerare i processi evolutivi inserendo i geni promotori del cancro in organismi animali e vegetali. Grazie a tale metodo è possibile creare nel giro di qualche mese centinaia di specie mutanti, che normalmente si genererebbero in natura nell'arco di millenni.
Tale tecnica, detta morfogenesi e adoperata nella creazione di nuove specie animali e vegetali ha suscitato le proteste di gran parte degli esponenti della comunità scientifica e degli ambientalisti.
Secondo alcuni, infatti, tale procedura potrebbe risultare nelle creazione di organismi con geni promotori del cancro che potrebbero poi essere rilasciati nell'ambiente. Tuttavia la Morphotek, azienda statunitense responsabile dell'invenzione della tecnica, afferma che essa potrebbe rivelarsi utilissima per le aziende agricole e farmaceutiche in quanto permette di isolare specie dalla resa vantaggiosa come vegetali in grado di resistere alla siccità o mucche dal latte più nutriente.
I geni promotori del cancro infatti determinano mutazioni a catena nelle piante, nei mammiferi e nei microrganismi in cui vengono inseriti e dai cui si generano poi migliaia di mutanti che diventano oggetto per la ricerca di caratteristiche utili.

16/12/02
Negli Stati Uniti ricavati dal tabacco farmaci per la cura del cancro.
Fonte: Los Angeles Times, USA.
L'azienda farmaceutica Large Scale Biology Corp. sta sviluppando piante di tabacco sulle cui foglie si generano cellule tumorali che vengono successivamente estratte e sottoposte a studi di laboratorio allo scopo di ricavarne un vaccino contro il cancro. Al momento sono sedici i pazienti malati di tumore ai linfonodi a cui è stato somministrato il nuovo farmaco in via sperimentale. La novità sta nel fatto che si tratta non di un medicinale prodotto su larga scala bensì specifico per la cura di una particolare tipologia di neoplasie, aprendo le porte alla produzione di farmaci "fatti su misura". A causa del fatto che il cancro al sistema linfatico si diffonde con lentezza ci vorranno anni prima di stabilire l'effettiva efficacia del vaccino somministrato. Tuttavia i primi dati sono confortanti. Durante una recente conferenza tenuta a Philadelphia, gli scienziati della Large Scale Biology Corp. hanno infatti dichiarato che, dopo aver ricevuto il vaccino, ben dieci dei sedici pazienti hanno sviluppato cellule in grado di contrastare quelle tumorali, una percentuale molto alta per un farmaco anti-cancro. L'azienda si propone ora di elaborare la versione definitiva del farmaco entro sei settimane al fine di poter provvedere alla cura di almeno diecimila malati ogni anno.

15/12/04
Gli scienziati chiedono il bando degli OGM utilizzati nella produzione di farmaci.
Fonte: Genet.
L¹UCS, (Union of Concerned Scientists), ha esortato l’USDA ad imporre un bando immediato sulla produzione di Mais, Soia e altre piante modificate per la produzione di farmaci e sostanze chimiche per uso industriale. L’UCS ha inoltre raccomandato che l’USDA organizzi una campagna per la promozione di sistemi di produzione alternativi più sicuri. Gli scienziati hanno basato le proprie affermazioni sulle conclusioni di uno studio recentemente completato da sei esperti che hanno analizzato il sistema attuale di coltivazione di tali OGM, arrivando alla conclusione che, se essi resteranno immutati, l¹ingresso di tali alimenti nella catena alimentare sarà del tutto impossibile da evitare. In sostanza, riassume lo studio, i consumatori americani attualmente corrono il serio rischio di ingerire farmaci involontariamente, con il semplice consumo di ciotole di cereali a colazione !

14 marzo 2005
Olio Extra Vergine OGM
A Chicago vogliono produrre un acido oleico BT contro il tumore al seno
FONTE : Assobiotec/Federchimica
Che la dieta mediterranea fosse un rimedio salutare per le sindromi metaboliche è noto da tempo, ma che i principi attivi contenuti nell'olio d'oliva fossero implicati nella diminuzione del rischio di contrarre il tumore al seno, è scoperta recente.
Un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago, diretti da Javier Menendez, ha recentemente pubblicato sul bollettino interno dell'università gli esiti di uno screening associato all'assunzione di olio extravergine d'oliva, verificando che un'alta percentuale di donne a rischio dal punto di vista del tumore mammario per fattori secondari, è risultata pressoché esente da danni citologici.
"L'acido oleico contenuto nell'olio - afferma Menendez - riduce in misura notevole i livelli di un oncogene, l'Her-2/neu, tipico della comparsa di tumori estremamente aggressivi e dalla prognosi infausta. La relativa semplicità di sintesi del principio attivo - continua - farà sì che, con adeguati trattamenti bioingegneristici, lo si possa produrre con le caratteristiche farmacologiche necessarie ad applicarlo come protettivo".

14 marzo 2005
Anche l'ENEA studia un vaccino OGM contro l'AIDS
Fonte : Repubblica
Per ora siamo alla coltura dei virus dell’Aids sulle foglie di Tabacco, più avanti (forse) i possibili antidoti: grandi quantità di farmaco a prezzi ridotti e privi di effetti collaterali.
Finalmente anche l’Italia è in prima linea nel campo della sperimentazione dei vaccini vegetali.
E’ in fase di test sugli animali il vaccino anti-Aids ottenuto trasformando piante di tabacco in “bio-reattori”, ossia economiche ma efficaci fabbriche biologiche.

Le ricerche, in corso nel centro di ricerche dell'ENEA alla Casaccia (Roma) e uniche in Italia, toccano l’area delle biotecnologie vegetali, campo all'avanguardia a livello internazionale. «I vaccini prodotti dalle piante, hanno il doppio vantaggio di avere costi molto bassi e di non richiedere una catena del freddo, così come accade con i vaccini ottenuti con le tecniche tradizionali», spiega Rosella Franconi, ricercatrice del dipartimento biotech dell’Enea, diretto da Eugenio Benvenuto.
Per realizzare un vaccino il primo passo è estrarre il materiale genetico del virus che si vuole combattere.
Questo viene quindi trasferito in piantine nane di tabacco producendo delle microabrasioni sulla superficie delle foglie con un semplice sfregamento.

A questo punto l'infezione nella pianta ha preso il via e comincia gradualmente ad estendersi dalla foglia trattata al resto della pianta. La comparsa di nuove foglie dall'aspetto meno florido e un po' arricciate è un ottimo segno perché vuol dire che l'infezione è avvenuta.
A questo punto non resta che estrarre dalle foglie le molecole di interesse farmacologico e con queste realizzare il vaccino.

Nelle serre della Casaccia le piantine di tabacco trasformate in “bio-fabbriche” lavorano anche alla produzione di un vaccino terapeutico contro il tumore del collo dell'utero causato dal Papilloma virus.

L’ENEA non è comunque la sola struttura di ricerca a cimentarsi nel campo dei vaccini vegetali. Già da qualche anno sono allo studio in tutto il mondo vaccini per prevenire virus come l’Epatite B o il Melanoma prodotti "ingegnerizzando" delle piantine come Patate o Pomodori.
Negli Usa ad esempio è in corso un test su 42 persone condotto dai ricercatori del Roswell Park Cancer Institute che hanno modificato la pianta della Patata con l'inserimento di un gene che riesce a far sviluppare una risposta immunitaria contro l’epatite B. Il 60% del campione ha mostrato segnali dello sviluppo di una buona immunità verso il virus Hbv dopo aver mangiato un boccone della patata transgenica, dato che viene riportato sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze Proceedings of National Academy of Sciences.

Un vaccino commestibile potrebbe essere un modo più economico e pratico per debellare il pericoloso virus, e un asso nella manica per realizzare programmi globali di vaccinazione, ha riferito il coordinatore delle sperimentazioni al Roswell Park Cancer Institute, Yasmin Thanavala, precisando che il loro vaccino è più efficace e sicuro di altri vaccini orali messi a punto in altri centri di ricerca del mondo.
Poiché il vaccino commestibile contiene una sola proteina virale e non il patogeno stesso, è impossibile che dia infezioni negli individui trattati con le Patate.

Il grande vantaggio di questi vaccini, oltre ai costi di produzione molto più ridotti, sta nel fatto che permetterebbe di ovviare ai complessi metodi di conservazione dei normali preparati vaccinali, necessità che rende difficilmente applicabile su vasta scala campagne di vaccinazioni che investano i paesi più poveri dove anche i mezzi di refrigerazione per medicine e vaccini sono inesistenti.
Questo vaccino potrà essere il primo di una lunga serie anche per Francesco Sala, uno dei massimi esperti di biotecnologie, che lavora all'Università Statale di Milano. Se il traguardo dei vaccini in piante biotech (OGM) appare non più fantascienza resta, però, il grosso problema dei finanziamenti: «Per la nostra ricerca all'Università di Milano - afferma Sala - abbiamo ricevuto fondi pari a 50.000 euro per il 2004 e non ci sono ancora finanziamenti per il 2005. Una somma esigua, se si considera che in Sud Corea, per ricerche analoghe, vengono stanziati due milioni di dollari l'anno. Il problema è che questo settore interessa poco le multinazionali, dal momento che i guadagni sarebbero ridotti, ed è per questo che gli enti pubblici dovrebbero farsene maggior carico stanziando fondi adeguati, poiché l'accesso alle vaccinazioni è un interesse sociale senza confini

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lunedì 14 giugno 2010

RIS l’orecchio tecnologico dei servizi segreti italiani. Ecco il grande fratello militare

di Gianni Lannes

http://www.italiaterranostra.it

fax_difesa«We are watching you»: “ti stiamo osservando”. Dallo spazio, infatti, qualcuno ci spia. Non si tratta di extraterrestri, ma di satelliti controllati segretamente dai governi. A confronto le intercettazioni telefoniche di spioni pubblici e privati che hanno coinvolto la Telecom (Tavaroli e soci), sembrano una bazzecola. L’aria e il cielo sono intrisi di segnali elettronici. Intercettarli è facile come raccogliere la pioggia con un secchio. Numerosi cittadini con la fedina penale immacolata, ora sono schedati elettronicamente, grazie ai prodigi di un braccio supersegreto dell’ex Sismi, specializzato in spionaggio d’ogni genere e guerra elettronica. E’ tutto documentato nei fascicoli personali: dalle credenze religiose a quelle politiche, fino alle attività professionali e del tempo libero. Siamo controllati e sorvegliati da tempo a nostra insaputa. Il presidente del Consiglio Berlusconi, se non fosse troppo distratto dalle donne – e ricattabile – dovrebbe informare subito le Commissioni parlamentari competenti: Affari costituzionali e Difesa. Signor ministro La Russa chi gestisce questa struttura, quale tipo di informazione utilizza e di quale mandato politico gode? Esistono fondati sospetti che tale sistema di spionaggio al di fuori del controllo parlamentare, possa venire utilizzato per fini difformi da quelli della sicurezza e della pace? Ma di che si tratta? Proviamo a spiegarlo, poiché il responsabile della Difesa tace inspiegabilmente. Alla stregua di Francesco Rutelli, presidente del Copasir. Nel Comitato parlamentare per la difesa della Repubblica figura pure Fabrizio Cicchitto, tessera P 2 numero 2232. Insomma una garanzia che spiega il fango gettato addosso all’integerrimo Gioacchino Genchi. E’ la struttura supersegreta e più potente mai realizzata in Italia, nata anche per intercettare – senza alcuna autorizzazione della magistratura e all’insaputa di una fetta del Parlamento italiano – particolari soggetti: magistrati, giornalisti, industriali, politici scomodi (pochi in realtà), ecologisti, ambasciatori; ma anche a chi si oppone alla guerra o all’installazione di basi militari straniere nel proprio Paese. E addirittura poliziotti, carabinieri e finanzieri rispettosi dello Stato di diritto. Una rete riservata che non fa capo ad apparati pubblici dello Stato, ma al Reparto Informazioni e Sicurezza, il servizio segreto che raggruppa i tre vecchi SIOS di forza armata e che ha il compito di accedere, captare ed elaborare qualsiasi forma elettronica di comunicazione in transito nel Mediterraneo ed anche oltre. E’ un’attività così gelosamente custodita che il capo di Stato Maggiore della Marina, Paolo La Rosa, interpellato qualche tempo fa da due parlamentari della commissione Difesa, nega addirittura l’esistenza, trincerandosi dietro il segreto di Stato. Risponde infatti La Rosa, in una lettera di cui siamo legalmente in possesso: «Con riferimento alla richiesta di autorizzazione alla visita avanzata dai parlamentari in oggetto, si comunica che non risultano in Cerveteri e nel territorio nazionale strutture denominate “Echelon Italia” – Conclude infine l’ammiraglio di squadra – Si soggiunge che in linea generale, quanto al regime delle autorizzazioni delle visite dei Parlamentari ai siti protetti dal segreto di cui all’art. 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, vige il disposto della legge 24 giugno 1988 n. 206 e relativo regolamento d’attuazione». “Echelon” o strutture simili in Italia non esistono? Il cuore dell’Intelligence fantasma – collegato a varie stazioni di ascolto distribuite capillarmente nella Penisola – è mimetizzato all’interno di una caserma dell’esercito nel territorio di Cerveteri in provincia di Roma. Un lungo recinto e poi un muro protetto all’interno da un terrapieno, filo spinato e telecamere difendono due palazzine basse, una decina fra antenne paraboliche – in collegamento col sistema satellitare Sicral – e alcune casematte per la sorveglianza. «La base viene utilizzata attualmente come orecchio elettronico per intercettare comunicazioni radio militari e civili (Sigint), segnali elettromagnetici militari (Elint), comunicazioni via satellite (Comint), trasmissioni immagini (Imint), telefonia di vario genere» attesta la documentazione riservata dello Stato Maggiore Difesa. I messaggi vengono trasferiti, trascritti e analizzati a Roma, all’aeroporto militare di Ciampino e a Forte Braschi. Ovviamente, tutto in nome della lotta al terrorismo internazionale e della sicurezza generale. Ma al servizio di chi? In Italia non si può intercettare nessuno senza l’autorizzazione della magistratura. Nel caso dei Servizi segreti occorre il nulla osta delle Procure Generali della Repubblica presso le Corti d’Appello. L’assoluta discrezionalità e l’assenza di regole democratiche sembrano essere i tratti essenziali del RIS, peraltro mai sottoposto finora ad un controllo parlamentare. Sembra un scherzo: un organo dello Stato non sottoposto a controlli, che occupa due interi edifici a 37 km da Roma. Ma la faccenda diventa seria se si pensa che il RIS è la mente operativa dell’Intelligence italiana dove si concentra la massima mole di notizie riservate esistente nel Paese: informazioni particolari su aziende e privati cittadini. Singolare coincidenza. «L’attuale normativa sulla privacy riconosce ampie deroghe proprio ed esclusivamente per i servizi di informazione e sicurezza» dichiara Antonio Martino il 20 ottobre 2004, allora in veste di ministro della Difesa, nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari costituzionali. E aggiunge, a tale proposito: «In questo ambito, ho indicato soluzioni strutturali per assicurare un rapporto sempre più efficace tra il Sismi ed il reparto informazioni e sicurezza dello stato maggiore della Difesa (…) Gli ambiti di competenza del Ris sono complementari a quelli del Sismi. Il Ris realizza un sistema informativo organico ed integrato, a disposizione del capo di Stato maggiore della Difesa (…) In quanto servizio specialistico a supporto diretto dello strumento militare in tutte le sue componenti, quindi non destinatario di un controllo politico diretto». Un altro riferimento ufficiale è racchiuso in uno scarno paragrafo del Libro Bianco pubblicato dal ministero della Difesa nel 2002. A pagina 41, a proposito del “R.I.S.” si legge: «I SIOS (Servizi Informazioni Operative e Situazione) di Forza Armata sono stati sciolti e l’attività informativa è stata portata a livello interforze presso lo Stato maggiore della Difesa. Il trasferimento di competenza è stato sancito dalla direttiva del Ministro della Difesa n.1/30863/14.8/97 in data 15 maggio 1997 e l’attività, dopo una fase sperimentale, ha assunto una definitiva configurazione in data 1° settembre 2000 con la costituzione del Reparto Informazioni e Sicurezza ed i dipendenti Centro Intelligence Interforze e Scuola Interforze Intelligence/Guerra Elettronica». E ancora: «L’attività di ricerca informativa e di sicurezza s’inquadra naturalmente in quella del SISMI che, operando a più ampio raggio, è in grado di fornire l’inquadramento generale della situazione ed il sostegno di riferimento con i servizi collegati. Non va peraltro trascurata la funzione di sicurezza interna svolta a tutela delle strutture ed infrastrutture militari in Patria, in stretto collegamento, in questo caso, con l’Arma dei Carabinieri e con gli organi specializzati del servizio stesso a tutti i livelli ordinativi». Chi controlla i controllori? «Il Centro Interforze di Formazione Intelligence/GE è un istituto militare, dipendente dal II Reparto Informazioni e Sicurezza (RIS) dello Stato Maggiore della Difesa – spiega una nota ministeriale – In particolare il centro provvede a qualificare ed aggiornare il personale, appartenente alla Difesa, per l’impiego nel settore dell’Intelligence. In tale ottica i corsi afferiscono in maniera peculiare a tutte le discipline dell’Intelligence (IMINT, SIGINT, HUMINT, OSINT, ACINT, MSINT) e della guerra elettronica, in funzione di quelle che sono le necessità addestrative formulate dal RIS o dagli Stati maggiori di singola Forza Armata». Computer di ultima generazione sono la mente operativa. Software ultraveloci in grado di entrare nelle nostre case, ascoltare e registrare le telefonate, setacciare la posta elettronica e le altre forme di comunicazione che viaggiano su Internet, aprire e decifrare tutto quanto viene trasmesso dalle banche dati. Penetrare nel mondo della finanza, svelare i movimenti di denaro, individuare le scelte strategiche dei gruppi industriali, rivelare notizie riservate sulle indagini giudiziarie in corso, sui politici sotto inchiesta, sui boss mafiosi sotto controllo, sui giornalisti ficcanaso. Una concentrazione senza precedenti di informazioni sensibili – inaccessibile ai parlamentari della Repubblica – gestita da un ramo speciale dei servizi segreti e conservate senza limiti di tempo. Il sistema è attualmente in grado di captare e analizzare miliardi di comunicazioni private al giorno che passano attraverso il telefono, il fax, la rete internet. Creato nel 1997 dall’ammiraglio Fulvio Martini (direttore del Sismi dal 5 maggio 1984 al 26 febbraio 1991) il RIS ha avuto come primo responsabile l’ammiraglio Sergio Biraghi. Il suo successore è stato un altro ufficiale di marina, l’ammiraglio Sirio Pianigiani. Le voci ben mimetizzate di spesa sui bilanci dell’ultimo decennio del ministero della Difesa ne documentano inequivocabilmente l’attività. Un esempio? La «costruzione di un inceneritore per documenti classificati a Udine», oppure la «realizzazione di impianto palazzina Tlc a Jacotenente» in piena Foresta Umbra, all’interno del Parco nazionale del Gargano. Quali satelliti utilizzano i servizi segreti? Il SICRAL (Sistema italiano per comunicazioni riservate ed allarmi) – costato 500 milioni di euro – è il primo satellite italiano per telecomunicazioni ideato completamente dalla Difesa e sviluppato dal consorzio Sitab (Alenia, Fiat Avio, Telespazio). Il 7 febbraio 2001 è stato posto in un’orbita geostazionaria. «Il sistema militare di osservazione da satellite HELIOS ed il sistema satellitare duale italiano COSMO Sky-Med, sono utilizzati da parte italiana tramite strutture risalenti alle responsabilità dello Stato Maggiore della Difesa, in collegamento con il Sismi» decreta il 6 marzo 2006, il ministro Martino. Humint e Sigint corrono insieme. Quando l’Intelligence si interessa a personaggi su cui non avrebbe titolo per indagare, usa la tecnica dei galleggianti: si apre cioè un fascicolo genericamente intestato a un certo affare, o ad una fonte, e poi si allegano ad esso i fascicoli galleggianti sul personaggio che interessa. Un calcolo preciso è impossibile farlo. E’ possibile ipotizzare che circa 1 milione di persone siano stata schedata dai nostri infaticabili 007 con la divisa. Molto in voga è l’abitudine di archiviare fascicoli particolarmente delicati non a Forte Braschi, ma in uffici di copertura dislocati in tutto il territorio nazionale. Tali operazioni non richiedono e nemmeno presumono che chi è oggetto delle intercettazioni stia violando la legge. Già nel ’95 venne alla luce un’attività informativa prestata negli anni 1989-91 al capo del Sismi, Martini, dal colonnello Demetrio Cogliandro: in sostanza, un’illegittima raccolta di informazioni di natura personale su uomini politici, ed esponenti del mondo finanziario, sindacale ed industriale. Il Comitato parlamentare che sovrintende all’attività dei servizi aveva esaminato la documentazione concludendo il 5 marzo 1996: «Salvo qualche nota sporadica, il contenuto delle carte è del tutto estraneo alle finalità istituzionali del Servizio (…) Essi appaiono destinati ad offrire strumenti di pressione e di ricatto (…) contro soggetti politici ben individuati (…) Sono state raccolte informazioni di ogni genere, notizie relative agli intrighi che si sviluppavano nel sistema di governo». Non è cambiato nulla. Attualmente, gli archivi dei Servizi Segreti presentano un’estensione sempre più smisurata. Nonostante il trascorrere dei decenni e malgrado ripetuti segnali d’allarme che hanno rivelato l’accumulo disinvolto di milioni di fascicoli e la loro illegale e spregiudicata utilizzazione, il materiale scottante ora viene depositato in banche dati elettroniche. Il 17 novembre 1987, l’ex ministro della Difesa, Attilio Ruffini, alla «Commissione Affari Costituzionali della Camera rivelava: «Nessun governo è in grado di controllare singolarmente i milioni di fascicoli per verificare se rientrano meno nell’ambito dei compiti istituzionali dei Servizi. Ci si deve necessariamente fidare di quanto affermano i direttori dei servizi o i loro subordinati». La situazione verrà confermata dall’ammiraglio Martini alla stessa Commissione, il primo dicembre ’87: «Quando il Presidente del Consiglio mi chiese se potevo affermare in Parlamento l’inesistenza negli archivi di qualcosa che potesse prestarsi a un giudizio negativo, gli risposi che potevo dargli questa assicurazione, sottolineando come negli archivi di Forte Braschi esistessero circa 18 milioni di pratiche». Lo “zio Sam” con Echelon ha fatto scuola anche in Italia: la base di ascolto di San Vito dei Normanni (attualmente dismessa e recentemente incendiata), in provincia di Brindisi ha registrato istante per istante la strage di Ustica (27 giugno 1980) e intercettato i sequestratori dell’Achille Lauro nel 1985. Eppure, nessuno ha mai chiesto conto in sede ufficiale alle autorità Usa il chiarimento dei misteri d’Italia. Intercettare, catalogare ed archiviare la vita di chiunque è una violazione dei diritti umani. La democrazia è costruita su diritti che prevalgono su qualsiasi interesse collettivo, individuale, economico politico e di sicurezza. Il vero problema è capire se si stia sistematicamente smantellando il concetto di privacy individuale, uno dei diritti umani più basilari.
Echelon
Ideato nel 1947. E’ un sistema di sorveglianza mondiale realizzato da alcuni Stati durante la Guerra fredda. Viene gestito da Usa, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda (accordo Ukusa). L’infrastruttura spaziale è stata insediata nei primi anni ’60, lanciando in orbita un gran numero di satelliti spia. Responsabile di questi progetti è la National Security Agency (NSA), la più grande agenzia di intelligence nordamericana, in collaborazione con la Cia e la Nro. I centri elaborazione dati terrestri sono ubicati a Menwith Hill (Gran Bretagna) ed a Pine Gap (Australia). Anche l’Italia ha ospitato una struttura di questa rete spionistica – orecchio poi trasferita a Gioia del Colle – nella base di San Vito dei Normanni, dal 1964 fino al 1994. Negli Usa è nata nel 2001, la “Total information awareness”, una banca dati unica che ha lo scopo di raccogliere informazioni sui cittadini di tutto il mondo dal comportamento sospetto.
Enfopol
L’organizzazione, in collaborazione con l’Fbi americana, è nata ufficialmente il 23 novembre 1995 grazie a un accordo di cooperazione europeo per un sistema di controllo totale di tutti i mezzi di comunicazione. Le radici sono state sviluppate fin dal 1991 nell’ambito della conferenza di Trevi, dai ministri dell’Ue e si sono concretizzate nel 1993 a Madrid. Secondo l’associazione inglese per i diritti civili Statewatch esistono intese segrete sotto forma di “Memorandum of Understanding Concerning the Lawful Interception of Telecommunications” (Enfopol 112, 10037/95). L’Italia svolge un ruolo di primo piano all’interno del programma, perché ospita, in provincia de l’Aquila, la base terrestre di Iridium, la rete di satelliti per le comunicazioni cellulari. Enfopol coordina la collaborazione europea dei ministeri degli interni e della giustizia. E’ al di fuori dei controlli parlamentari europei.




Ucciso l'8 gennaio 1993 perché "parlava troppo"
Beppe Alfano, il professore dimenticato
Fu freddato nella sua auto da un killer solitario mentre rientrava a casa. Era corrispondente per "La Sicilia" e non ancora pubblicista. Uomo di destra, abbandonato dai compagni di partito come dagli avversari e dai giornalisti. In questi giorni in edicola il libro inchiesta di Valeria Scarletta "Ammazzate Beppe Alfano"
Era un "semplice" professore con la passione per il giornalismo o, come sarebbe più giusto dire, per la verità. Giuseppe Alfano, di 42 anni, insegnava educazione tecnica nella scuola media del paese vicino e come hobby scriveva da corrispondente per La Sicilia, il quotidiano catanese. Quando il territorio di Messina era ancora considerato "provincia babba" (cioè priva di presenza mafiosa, in linguaggio di Cosa nostra), lui si ostinava a descriverlo come una zona franca per latitanti e affari mafiosi, fiorenti proprio in virtù di quel silenzio costruito. Era un "cronista rompicoglioni" Beppe Alfano, come scrisse Riccardo Orioles nel marzo di quell'anno sui Siciliani nuovi, eppure in tasca non aveva nemmeno il tesserino professionale: è stato infatti iscritto all'Ordine dei giornalisti solo dopo la sua morte, così come è avvenuto per Peppino Impastato e Mauro Rostagno. Ha dato la vita, insomma, per cinquemila lire a pezzo e una colonnina di piombo sul giornale in sua commemorazione, per poi essere sepolto, come tanti, nell'indifferenza.
La ricostruzione dell'omicidio
Era l'8 gennaio 1993, a Barcellona Pozzo di Gotto, nel Messinese. Beppe stava rientrando nella sua casa in via Trento. Si trovava ancora in via Marconi, la strada principale del paese, quando fu avvicinato da un uomo, forse un conoscente. Beppe accostò sulla destra, mise in folle e abbassò il finestrino del passeggero della sua Renault 9. Erano da poco passate le 23.20 quando esplosero tre colpi di pistola. A sparare fu una calibro 22, un'arma da professionisti. Fu il trentesimo omicidio mafioso quell'anno, troppi per un paese che conta appena 40mila abitanti.
In questi giorni esce in edicola il libro inchiesta di Valeria Scafetta, "Ammazzate Beppe Alfano. La storia di un giornalista sconosciuto", che mette in luce il suo impegno per la legalità e la sua passione per il giornalismo, ma anche la sua solitudine. I suoi compagni di partito lo lasciarono solo, infatti, come i suoi avversari. Alfano era un uomo di destra, vicino all'Msi prima e ad An poi, a dimostrazione che la lotta alla criminalità organizzata è trasversale agli schieramenti politici. D'altra parte "i primi a dimenticarsi dell'assassinio di mio padre - denunciò nel 2002 la figlia Sonia - sono stati proprio i responsabili della Sicilia. Fino a poche settimane prima della sentenza di Reggio Calabria abbiamo continuato a sollecitare la loro presenza nel processo (come parte civile, ndr), ma è stato inutile". In difesa della testata ha risposto il caporedattore Micio Tempio spiegando che "purtroppo la difficoltà di mandare avanti un giornale ha impedito di seguire direttamente la vicenda (processuale, ndr)".
Beppe Alfano non era un giornalista, ma ne aveva tutta la passione e l'intuito: aveva iniziato un'indagine (tuttora in corso) sul traffico internazionale di armi che passava - secondo le sue intuizioni - nella zona di Messina. Aveva forse contribuito anche alla cattura del boss Nitto Santapaola nel 1993 e aveva aperto il coperchio della massoneria deviata che speculava sul traffico di arance avvalendosi delle sovvenzioni europee. Toccava direttamente interessi di imprenditori locali, insospettabili: "Si era avvicinato ad accusare - dice la Scarletta - qualcuno che veniva considerato e forse viene tuttora ritenuto un intoccabile".
Il suo omicidio ha messo in luce la condizione dei giornalisti di provincia che spesso, senza nemmeno alcuna tutela sindacale, si sovraespongono e restano vittime di una criminalità rozza e sanguinaria.

martedì 2 marzo 2010

LE API SCONFIGGONO LE MULTINAZIONALI DEGLI AGROFARMACI. IL CONSIGLIO DI STATO DICE NO AI COLOSSI DELL'AGROCHIMICA BAYER, SYNGENTA E BASF

Lo sapevate cosa diceva Einstein sulle Api?

“Se l’ape sparisce dalla Terra, all’uomo rimangono solo quattro anni di vita. Senza api non c’è’ impollinazione, quindi niente piante, niente animali, niente uomini”

LE API SCONFIGGONO LE MULTINAZIONALI DEGLI AGROFARMACI. IL CONSIGLIO DI STATO DICE NO AI COLOSSI DELL'AGROCHIMICA BAYER, SYNGENTA E BASF: "VIA I PESTICIDI KILLER DA CAMPAGNE ITALIANE".
Le piccole api ce l'hanno fatta e insieme a loro esultano anche i loro custodi, gli apicoltori organizzati e determinati a difendere l'ambiente e le sue "sentinelle per eccellenza", compagni fedeli di una lunga e tormentata battaglia, che alla fine ha visto i colossi dell'agrochimica inciampare sconfitti di fronte all'importanza vitale dei laboriosi insetti, che invece, proprio a causa dell'uso abbondante e indistinto dei fitofarmaci in agricoltura, rischiano di scomparire, mettendo in crisi gli equilibri ambientali e le produzioni agricole del nostro Paese. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso delle tre holdings leader nella produzione degli agrofarmaci Bayer, Syngenta e Basf, appoggiando le ragioni portate avanti in prima persona dall'organizzazione degli apicoltori italiani Unaapi, che, a Sorrento, dal 21 al 26 gennaio 2009, sarà a congresso.

E' nel periodo natalizio che il Consiglio di Stato ha preso la sua irrevocabile decisione, esaminando con attenzione il ricorso presentato dalle multinazionali dell'agrochimica Bayer, Syngenta e Basf per ottenere il ritiro immediato del decreto di sospensione dei concianti neurotossici per il mais emesso dal Ministero della Salute il 17 settembre 2008. E finalmente dopo Francia e Germania anche l'Italia si unisce al fronte dei paesi europei che cercano di controllare lo strapotere dei colossi della chimica, interessati solo e unicamente a incrementare i loro profitti, anche se a scapito della sopravvivenza di api e ambiente: la sparizione degli insetti utili e la conseguente grave crisi degli equilibri ambientali è la principale preoccupazione da parte delle istituzioni, degli ambientalisti e degli apicoltori.

"Oltre all'impudente e sistematica falsificazione rispetto a quanto evidenziato e accertato scientificamente in campo, oltre a presentare come indispensabili i pesticidi neurotossici di assai dubbia utilità se non per i profitti di chi li vende, oltre all'indecente richiesta di danni (la sola Bayer ha chiesto ben 15 milioni di euro, confermando che il suo privato e non altro è il vero interesse in gioco), le obiezioni dei legali dei tre colossi della chimica si sono incentrate su alcuni vizi procedurali da parte del Ministero della Salute" sottolinea il presidente di Una api, Francesco Panella.

Unaapi e Conapi si sono costituite in giudizio a fianco del Ministero della Salute per la difesa e la sopravvivenza dell'apicoltura, quali unici contro interessati. Le due associazioni apistiche hanno predisposto un dossier documentale riassuntivo dell'intera vicenda ai fini della migliore predisposizione degli atti legali e delle azioni giudiziarie. "E' indispensabile costruire una diversa capacità pubblica d'indirizzo e controllo - prosegue Panella - meno succube degli interessi di chi è interessato solo a vendere e far usare chimica sempre più micidiale e con residui micidiali nei frutti delle colture. Il progetto ambizioso è, nel paese che oggi usa più insetticidi d'Europa, di costruire un'agricoltura ben più che rispettosa e compatibile degli equilibri naturali ma parte degli stessi, un'agricoltura durevole, la coltivazione come parte della vita e non quale creatrice d'inquinamento e deserto delle forme vitali indispensabili".
L'emergenza che attanaglia gli allevamenti apistici italiani a causa del rischio crescente dell'estinzione delle api, quale punto di partenza per la costruzione di una diversa consapevolezza e capacità nell'uso della chimica in agricoltura, sarà al centro del Congresso n. 25 dell'Apicoltura Professionale Italiana in programma a Sorrento (Napoli) dal 21 al 26 gennaio 2009.

Le cinque giornate del Congresso - promosso da Unaapi-Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, Aapi-Associazione Apicoltori Professionisti Italiani, Apas-Apicoltori Campani Associati, con il patrocinio della Regione Campania - saranno l'occasione importante di discussione e dibattito per affrontare le tematiche più "calde" che ruotano intorno al rapporto vitale che unisce le api alla salvaguardia dell'ambiente in cui viviamo e delle produzioni agricole del nostro Paese, che proprio i pesticidi killer, usati abbondantemente e indistintamente nelle campagne italiane e non solo, rischiano di compromettere definitivamente.

Ulteriori informazioni:
=> Italia sospende pesticidi
=> Il Manifesto: Le api pungono la Bayer
=> Denunciato il Presidente della Bayer


domenica 28 febbraio 2010

1000 MW solari in Italia e il nucleare di Obama

qualenergia.it

L'Italia supera la soglia dei 1.000 MW fotovoltaici installati. Almeno 600 MW quelli relativi al 2009 e altri mille se prevedono nel 2010. Ora bisognerà spingere su ricerca e investimenti nell’industria, governando bene la riduzione degli incentivi. Sul fronte del nucleare Usa, la recente decisione di Obama avrà scarso peso sul rilancio dell'atomo. La green economy invece accelererà.

Il GSE sta aggiornando i dati del “conto energia” facendo fronte alla corsa alle installazioni negli ultimi due mesi del 2009. Lunedì 22 febbraio il conteggio degli impianti che complessivamente hanno già avuto accesso al conto energia era arrivato a quota 967 MW. Se vi aggiungiamo i 36 MW realizzati prima del 2006, e quindi prima dell’entrata in vigore di questa forma di incentivazione, possiamo dire che l’Italia ha sorpassato la soglia dei 1.000 MW.

Per avere i dati definitivi del solo 2009 dovremo aspettare ancora un mese, quando il GSE avrà finito di esaminare la montagna di domande pervenute, ma è molto probabile che la quota annuale supererà i 600 MW. Guardando in avanti, le nostre stime per il 2010 indicano che verranno realizzati altri 1.000 MW. Dunque, un successo italiano sul fronte delle installazioni che ci pone al terzo posto nel mondo per il 2009, dopo la Germania e gli Stati Uniti (e forse anche al secondo, prima degli Usa).

E finalmente si vede anche un risveglio sul fronte dell’industria, con notevoli investimenti in corso. Ora occorre mantenere i nervi saldi, governando con intelligenza la riduzione degli incentivi, facendo crescere la produzione di tecnologie solari, rafforzando e coordinando la ricerca in modo da poter giocare nei prossimi anni un ruolo importante nella gestione di questa strategica tecnologia.

Dal solare al nucleare. Come interpretare la decisione di Obama di rendere disponibili le garanzie governative sui prestiti per la realizzazione di due nuove centrali atomiche e inoltre di aumentare la copertura complessiva delle garanzie per il nucleare? Alla base delle pressioni sui sostegni a questa tecnologia ci sono i crescenti dubbi del mondo finanziario sulla fattibilità di un ritorno all’atomo negli Stati Uniti dopo 30 anni di assenza. Dal punto di vista politico l’ampliamento da 18,5 a 54,5 miliardi di dollari delle garanzie, che erano state introdotte da Bush, è chiaramente interpretabile come una mossa di Obama per ingraziarsi i senatori repubblicani e far così passare la legge sul clima.

Dal punto di vista pratico però l’effetto sarà minimo. Delle 26 richieste di nuove centrali presentate negli Usa dopo il 2007, ben 19 sono state già cancellate o differite per gli alti costi. Se tutto andasse bene nel 2017, più probabilmente nel 2020, avremmo due nuovi reattori in grado di generare annualmente una quantità di elettricità inferiore di un terzo rispetto a quella prodotta dai 10 GW eolici installati nel solo 2009 negli Stati Uniti. Forse qualche altra centrale si riuscirà a costruire, ma non cambierà il quadro complessivo del nucleare in Usa, considerando che almeno una decina di vecchi reattori, per i quali non vale la pena estendere la vita da 40 a 60 anni, verranno certamente chiusi.

Cambiando completamente settore, nel 2010 si inizieranno a vedere gli effetti delle notevoli risorse inserite da Obama nel pacchetto di stimolo dell’economia sul fronte delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Allora, mentre il nucleare dovrà vedersela con le banche e con l’opposizione locale, la green economy accelererà la sua corsa.